Come se non avessi nulla da fare [domanda per giornalisti inside]

AMICI GIORNALISTI, CHIEDO:
– Mi contatta un noto magazine, mi chiede un pezzo a tema. Per la mattina dopo. (Come se non avessi nulla da fare #1).
– Mi chiedono 2000 battute.
– Lo mando la sera stessa (ansia mia qui, va beh).
– Mi chiamano il pomeriggio del giorno dopo, venerdì, per dirmi che il pezzo da 2000 battute non ci sta, di tagliarne 1000… e di rimandarlo. (Come se non avessi nulla da fare #2).
– Di rimandarlo entro sera. (Come se non avessi nulla da fare #3)
– Faccio notare che è venerdì tardo pome e son fuori casa quindi chiedo almeno di poterlo mandare sabato mattina.
– “Allora non fa nulla, manda pure lunedì tanto prima non guardo la mail”.
– Nota 1: tagliare 1000 battute su 2000 vuol dire riscrivere il pezzo, come sapete.
– Nota 2: il tutto ovviamente gratis. Neanche sfiorata l’idea di chiedermi “Quanto vuoi?” (Come se non avessi nulla da fare #4).

Rassegna_stampaVI CHIEDO:

– è normale?
– è giusto?
– è così che funziona nel vostro mondo?
– che vita di merda. (Senza punto di domanda).
– perché lo fate?

NOTA GIGANTE: uno di voi mi ha detto che è normale che un articolo di pensiero e non un servizio/inchiesta non venga retribuito perché non vi è stata ricerca. Eeeeh?!

PS: quindi i vostri amici Panebianco, Della Loggia e compari lavorano gratis?

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  1. Se non ti pagano, il lavoro non è da intellettuale. Ma da scemo. | matteofini - 5 settembre 2013

    […] fa avevamo già discusso sul valore percepito del lavoro intellettuale in questo post, ma ormai è chiaro: il lavoro intellettuale, la produzione intellettuale, viene dato per scontato. […]

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